Questa storia inizia nel…

1957, quando viene promulgata una legge per la quale i titolari di una concessione pubblica non possono essere candidati alle principali cariche dello stato, ad esempio come parlamentari.
la legge aveva un senso logico, compiuto: se hai in gestione qualcosa dello Stato, sul quale hai dei ricavi, non puoi sedere contemporaneamente dalle due parti della scrivania.

1. Nel 1994 Mediaset è titolare di una concessione pubblica, le frequenze televisive;
2. Silvio Belrusconi è l’azionista di riferimento di Mediaset;
3. Per la legge del 1957, Silvio Berlusconi NON avrebbe i requisiti per essere candidato al Parlamento.

Qualcuno potrà dire che nel 1957 già immaginavano ad una futura discesa in campo di Berlusconi, anche se sembra improbabile…Invece non solo è in Parlamento ma è stato anche Presidente del Consiglio, quindi con la possibilità diretta di legiferare.
A titolo di cronaca, nel 1994 fu promosso un ricorso contro l’elezione di Berlusconi, ma fu respinto dall’apposita commissione parlamentare.

Per dovizia di particolari, riporto la mail di risposta di Diego Novelli, ex- sindaco di Torino che a pagina 113 del suo libro “Come era bello il mio PCI” cita la vicenda:

ciò che ho scritto sul mio libro a pag. 113 corrisponde al vero. Esiste una legge del 1957 che stabilisce l’ineleggibilità per coloro che sono titolari di concessioni di pubblici servizi. Berlusconi essendo titolare di concessioni televisive era e rimane ineleggibile. Nel 1994 ci fu un ricorso contro la sua elezione firmato tra gli altri da Paolo Sylos Labini, Laterza, Galante Garrone ma venne respinto dalla commissione parlamentare che convalida la elezione dei singoli deputati. Ci fu un solo voto a favore del ricorso, quello dell’onorevole Saraceni, ex magistrato, eletto per i Verdi. La stessa cosa si è ripetuta nel 1996. Questa volta il ricorso venne respinto all’unanimità. Ne seguì una polemica pubblica tra Sylos Labini e D’Alema, riportata sulle pagine di Micromega.
Mi chiede perché non si fa nulla per farlo rientrare nella legalità? Perché la sinistra ma anche le forze democratiche di quest’Italia evidentemente soffrono una sorta di complesso nei confronti del Cavaliere e di tutte le sue illegalità. Abbiamo una classe dirigente piuttosto scarsa da questo punto di vista: della questione morale e della legalità.
Con viva cordialità,
Diego Novelli
Torino 03/04/2007

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