Archivio per arcore

Vacche sacre ad Arcore

Posted in Satira with tags , , , , , , , on giugno 30, 2008 by Redazione

Scandalizzato dal rifiuto del Papa di dargli la comunione, Berlusconi ha organizzato un Eucharistic Party in Costa Smeralda. E da vero liberale, vuole avere libero accesso a tutte le religioni.
Per aggirare il rifiuto papale di dare la comunione anche ai divorziati, Berlusconi ha organizzato in Costa Smeralda un Eucharistic Party di riparazione: un gigantesco banchetto a base di ostie per soli divorziati, mantenute, bigami e bigame, gigolò, puttanieri, baldracche d’alto bordo e giocatori di poker.
Il menù prevedeva ostia alle ostriche, tagliolini con ostie, ribollita di ostie, involtini d’ostia con salsiccia e, per concludere, un’eccellente millefoglie di ostie. “D’ora in poi“, ha detto il premier che per l’occasione indossava, al posto del panama, una tiara, “farò da me. È semplicemente ver-go-gno-so che il clero comunista voglia influenzare la mia azione di governo“.
A chi gli faceva osservare che non c’entra un cazzo, Berlusconi ha risposto ridendo che è vero, ma non gliene frega niente. Ha poi illustrato ai suoi ospiti, deliziati e ubriachi per gli abbondanti brindisi con vino consacrato, il suo programma di riforma delle religioni mondiali: un vero liberale, ha detto, deve potere avere libero accesso a tutte le religioni, indistintamente, senza dover sottostare a odiose restrizioni.

Islam – Berlusconi, oltre che cattolico, si considera anche un buon musulmano, pur continuando a coltivare la sua passione per le braciole di porco. In segno di buona volontà, alle due mogli attuali conta di aggiungerne almeno un’altra dozzina, legalizzando alcune delle sue relazioni con meteorine, veline, attricette, starlette, trapeziste, danzatrici del ventre e contorsioniste cinesi. Ha poi deciso di erigere nel parco della sua villa sarda un enorme minareto dal quale, al tramonto, intonerà una preghiera a caso, “tanto è lo stesso, l’importante è avere una bella voce“.

Induismo – Una trentina di vacche sacre, emaciate in pochi giorni grazie alla chirurgia plastica, pascolerà liberamente ad Arcore, salutate ogni mattina da un insolito Berlusconi in perizoma. Le abluzioni nel Gange saranno sostituite da un’immersione nel Lambro in compagnia dei fedelissimi, indossando un apposito scafandro sigillato per proteggersi dai liquami fetidi. Le body-guard terranno lontane, a revolverate, le pericolosissime anatre mutagene che popolano quel fiume: grosse come tacchini e aggressive come rottweiler.

Protestantesimo – Gospel, spiritualità intensa e sermoni infocati per il Berlusconi protestante rinato, che aprirà una apposita holding, denominata semplicemente La Chiesa di Silvio, destinata a raccogliere fondi per i membri indigenti della Confindustria. Al nuovo premier protestante sarebbe molto piaciuto affiggere solennemente le sue Tesi contro Roma, con chiodi e martello, sul portone del Duomo di Arcore, ma essendo di alluminio dovrà ricorrere al nastro adesivo. Nelle prediche già preparate dai suoi ghost-writer, previsti severi inviti alla moralità sessuale, però seguiti da barzellette sulla gnocca per non scoraggiare troppo i fedeli.

Ebraismo – Berlusconi ha commissionato a Dell’Utri uno studio che dimostra la sua discendenza diretta da Manitù. Quando gli è stato fatto osservare che non era Manitù, ma Mosé, era troppo tardi per rimandare la cerimonia di consegna del suo Master in ebraismo, e dunque, esercitando forti pressioni politiche e versando qualche milione di euro a un paio di rabbini accomodanti, Berlusconi ha ottenuto che Manitù fosse inserito tra i Profeti.

Buddismo – Moderazione, spirito contemplativo, esercizio del dubbio, senso del limite, sopportazione degli altri, umile accettazione della morte: questi i fondamenti del buddismo spiegati a Berlusconi da un gruppo di monaci tibetani affittati per un pomeriggio. Dopo averli congedati con una barzelletta sulla gnocca, Berlusconi ha depennato il buddismo dalle religioni di suo interesse.

Scintoismo – Berlusconi mangia spesso il sushi, anche se usando apposite bacchette munite di denti come le forchette, e da ragazzo ha avuto una Kawasaki. Dunque ritiene chiuso anche questo discorso: è un ottimo scintoista.

Michele Serra, L’Espresso, 27 giugno 2008

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Lo stalliere bravo, ma bombarolo

Posted in Dati with tags , , , , on aprile 19, 2008 by Redazione

Intervenendo a 28 MINUTI, trasmissione di RadioDue, del 9 aprile 2008, Berlusconi parla di Mangano in questi termini: “Era una persona che con noi si è comportata benissimo…”

Questa bravissima persona è così fidata che Berlusconi ipotizza che sia lui ad aver messo una bomba ad Arcore il 28 novembre 1986. Non sono ipotesi, ma le trascrizioni di una telefonata tra Berlusconi e dell’Utri della sera del giorno successivo, 29 novembre 1986:

  • BERLUSCONI: Pronto?
  • DELL’UTRI: Pronto!
  • BERLUSCONI: Marcello!
  • DELL’UTRI: Eccomi!
  • BERLUSCONI: Allora, è Vittorio Mangano…
  • DELL’UTRI: Eh!… Che succede?
  • BERLUSCONI: …che ha messo la bomba!

Mangano, un eroe?

Posted in Dati with tags , , , , , on aprile 16, 2008 by Redazione

L’8 aprile 2008 Marcello Dell’Utri durante un’intervista ha elogiato Mangano definendolo un grande uomo che subì il carcere per evitare di inventare dichiarazioni contro Berlusconi. Lo stesso Berlusconi durante la trasmissione “Omnibus” su La7 sostiene questa tesi commentando che “Marcello Dell’Utri ha ragione: Mangano è stato un eroe, perché eroicamente non inventò mai nulla su di me e per uscire di galera gli sarebbe bastato accusarmi di qualunque cosa” ed intervenendo a 28 MINUTI, trasmissione di RadioDue, dello stesso giorno, Berlusconi ribadisce di essere d’accordo con Marcello Dell’Utri sull'”eroicità” di Mangano.

Tratto da Wikipedia:

Vittorio Mangano muore nel 2000 a 59 anni, mentre scontava l’ennesima condanna della sua vita, infatti il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del 1995. Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D’Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il nome di Mangano viene citato per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992 riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica. Due mesi dopo Borsellino morì nell’attentato di via d’Amelio.
Mangano è stato condannato per lesioni personali, truffa, ricettazione, assegni a vuoto, porto abusivo di coltello. Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore nella quale visse, tra il 1973 e il 1975. Era stato proposto per quell’incarico da Marcello Dell’Utri.
Il 28 novembre 1986 un attentato dinamitardo alla villa milanese creò danni alla cancellata esterna e Berlusconi parlando al telefono con Dell’Utri accusò Mangano, che in realtà si trovava in carcere in Sicilia a scontare una condanna.

Fu indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d’onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).

Il fatto che Mangano sia un mafioso non significa che lo sia anche Berlusconi, ma poniamo una domanda: è possibile che un uomo potente come Berlusconi non sapesse nulla delle vicende personali di Mangano?