Archivio per mangano

Berlusca difende Dell’Utri

Posted in Video with tags , , , , on luglio 4, 2008 by Redazione

Berlusconi, 11 novembre 2007, difende Marcello Dell’Utri ed il “compianto” ed “eroe” Mangano, lo stalliere di Arcore. E’ un video raccapricciante

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Parenti serpenti

Posted in Citazioni with tags , , on giugno 4, 2008 by Redazione

“Per me Berlusconi era proprio come un parente. La fiducia che aveva in me era pari a quella che io avevo in lui e nella sua famiglia. A Berlusconi ci voglio bene, fino ad oggi. È una persona onesta, scrivetelo”

Vittorio Mangano, boss della famiglia di Porta Nuova,
condannato a due ergastoli per mafia, omicidio e traffico di droga,
“Corriere della sera”, 14 luglio 2000

Lo stalliere bravo, ma bombarolo

Posted in Dati with tags , , , , on aprile 19, 2008 by Redazione

Intervenendo a 28 MINUTI, trasmissione di RadioDue, del 9 aprile 2008, Berlusconi parla di Mangano in questi termini: “Era una persona che con noi si è comportata benissimo…”

Questa bravissima persona è così fidata che Berlusconi ipotizza che sia lui ad aver messo una bomba ad Arcore il 28 novembre 1986. Non sono ipotesi, ma le trascrizioni di una telefonata tra Berlusconi e dell’Utri della sera del giorno successivo, 29 novembre 1986:

  • BERLUSCONI: Pronto?
  • DELL’UTRI: Pronto!
  • BERLUSCONI: Marcello!
  • DELL’UTRI: Eccomi!
  • BERLUSCONI: Allora, è Vittorio Mangano…
  • DELL’UTRI: Eh!… Che succede?
  • BERLUSCONI: …che ha messo la bomba!

Mangano, un eroe?

Posted in Dati with tags , , , , , on aprile 16, 2008 by Redazione

L’8 aprile 2008 Marcello Dell’Utri durante un’intervista ha elogiato Mangano definendolo un grande uomo che subì il carcere per evitare di inventare dichiarazioni contro Berlusconi. Lo stesso Berlusconi durante la trasmissione “Omnibus” su La7 sostiene questa tesi commentando che “Marcello Dell’Utri ha ragione: Mangano è stato un eroe, perché eroicamente non inventò mai nulla su di me e per uscire di galera gli sarebbe bastato accusarmi di qualunque cosa” ed intervenendo a 28 MINUTI, trasmissione di RadioDue, dello stesso giorno, Berlusconi ribadisce di essere d’accordo con Marcello Dell’Utri sull'”eroicità” di Mangano.

Tratto da Wikipedia:

Vittorio Mangano muore nel 2000 a 59 anni, mentre scontava l’ennesima condanna della sua vita, infatti il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest’ultimo vittima della “lupara bianca” nel gennaio del 1995. Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D’Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.

Il nome di Mangano viene citato per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992 riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica. Due mesi dopo Borsellino morì nell’attentato di via d’Amelio.
Mangano è stato condannato per lesioni personali, truffa, ricettazione, assegni a vuoto, porto abusivo di coltello. Fu stalliere (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore nella quale visse, tra il 1973 e il 1975. Era stato proposto per quell’incarico da Marcello Dell’Utri.
Il 28 novembre 1986 un attentato dinamitardo alla villa milanese creò danni alla cancellata esterna e Berlusconi parlando al telefono con Dell’Utri accusò Mangano, che in realtà si trovava in carcere in Sicilia a scontare una condanna.

Fu indicato al maxiprocesso di Palermo, sia da Tommaso Buscetta che da Totò Contorno, come uomo d’onore appartenente a Cosa Nostra, della famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).

Il fatto che Mangano sia un mafioso non significa che lo sia anche Berlusconi, ma poniamo una domanda: è possibile che un uomo potente come Berlusconi non sapesse nulla delle vicende personali di Mangano?